Ambulanza a sirene spiegate. Ritirata
la patente all’autista.
Multa al volontario: non aveva alcun malato a bordo di MARCO RUGGIERO
— MILANO —
ALZI LA MANO chi, almeno una volta nella vita, vedendo un’ambulanza in sirena
farsi largo nel traffico, non ha malignato fra sè: «Quello fa il furbo per
evitare la coda...». Ed è la stessa cosa che ieri mattina, in via Pierluigi da
Palestrina, all’incrocio con corso Buenos Aires, ha pensato il capopattuglia di
una volante, la Venezia 3° turno, quando in coda al semaforo con le altre auto,
ha visto un’ambulanza con il lampeggiante acceso superare contromano la fila e
passare di gran carriera con il rosso, costringendo le auto che in corso Buenos
Aires avevano il verde a repentini rallentamenti e brusche frenate. E ha pensato
bene, perchè l’ambulanza in questione, appartenente alla Croce San Carlo, non
aveva alcun malato a bordo e, di conseguenza, nessuna urgenza. Lo ha ammesso lo
stesso volontario che era al volante, al quale l’inflessibile capopattuglia ha
ritirato la patente (per cui ora rischia la sospensione da 1 a 3 mesi), tolti 16
punti e inflitta una multa di 360 euro per superamento di veicoli in coda,
passaggio con il rosso e abuso di segnali di emergenza.
TRA L’ALTRO, sembra che sia un vizio piuttosto diffuso, tra i conducenti delle
ambulanze, di attivare sirene e lampeggianti per non perdere tempo nel traffico.
L’indiscrezione arriva dall’interno stesso del «118», che prevede invece un
codice di emergenza preciso nell’uso dei segnali d’emergenza. Se, per esempio,
la persona trasportata è in codice verde, cioè assolutamente non in pericolo di
vita, allora l’ambulanza deve procedere nel traffico come un normale veicolo.
Sirena e lampeggianti sono consentiti solo a partire dai due livelli superiori
di gravità, il codice giallo e il codice rosso.
L’AMBULANZA, inoltre, può innestare i segnali di emergenza anche se impegnata
nel trasporto di organi e di sangue o, addirittura, se deve andare a prendere un
malato, ma purchè ci sia l’autorizzazione scritta di un medico.
TUTTO QUESTO, però, non era compreso negli incarichi affidati ai due volontari
che si trovavano a bordo dell’ambulanza della Croce San Carlo fermata dalla
volante. Saranno state circa le 10 quando il capopattuglia della «Venezia 3°
turno», fermo in coda al semaforo di via Pier Luigi da Palestrina, ha notato
l’ambulanza sorpassare contromano la fila e passare col rosso l’incrocio con
corso Buenos Aires. Così ha sollecitato l’autista a inseguirla e in via
Stradivari, proprio sotto la redazione de «Il Giorno» l’ha fermata. Non ci è
voluto molto a capire che nell’ambulanza non c’era alcun malato e che non erano
nemmeno in corso trasporto di organi o altri servizi particolari. E così è
scattato il ritiro della patente, la penalizzazione di 16 punti e la multa di
360 euro.
DOPODICHÈ l’ambulanza è ripartita, con al volante stavolta l’ausiliario che
sedeva vicino a quello a cui era stata ritirata la patente e, soprattutto, senza
sirena e luce blu accese.